…e se il PA non piace all’amministrazione?

“Si può bocciare in toto un progetto conforme a PRG/PGT oppure la sola possibilità è richiedere una revisione di alcune parti? E il lottizzante fino a che punto deve acconsentire alle richieste dell’amministrazione?”

Innanzitutto bisogna distinguere le due procedure amministrative diverse: se il piano proposto è conforme alle indicazioni di PGT, viene adottato/approvato dalla Giunta Comunale, mentre se viene presentato un piano in variante allo strumento urbanistico generale lo stesso è sottoposto al Consiglio. (se siamo in Lombardia, il riferimento legislativo è l’art. 14 della LR 12/2005)

I momenti in cui si possono richiedere delle “revisioni” sono diversi.

1 Prima della presentazione

In entrambi i casi, prima di depositare il piano, solitamente il proponente richiede una fase interlocutoria; è usuale che questa fase si attui attraverso incontri con l’assessore (all’urbanistica, di solito) ma non è detto che il privato in questione chieda di coinvolgere il sindaco o altri membri della giunta. Lo scopo di questi incontri è innanzitutto illustrativo ma serve ad entrambe le parti per comprendere meglio le necessità del territorio entro cui si sta proponendo la trasformazione, e da modo all’amministrazione (ma anche ad il privato) di capire quali possono essere gli eventuali problemi e/o necessità e le ricadute dell’attuazione dell’intervento. E’ ovvio che più si condividono soluzioni ad eventuali problemi in questa fase, più gli stessi problemi si prevengono e più tutto l’iter ne ha oggettivo giovamento. Ad oggi, non ho mai visto il proponente non chiedere un dialogo prima di presentare un piano.

2 Dopo la presentazione

Presentato il piano, come ho spiegato qui,  parte una fase molto tecnica di analisi, denominata istruttoria urbanistica, che viene conclusa entro 120 gg dalla presentazione del piano attuativo. La conclusione in senso negativo della fase istruttoria conclude il procedimento, ma non è detto che una conclusione della stessa in senso positivo, equivalga ad un “buon” progetto o ad un piano attuativo “universalmente” condiviso.

Se il piano attuativo non convince, non “vi piace”, o per voi amministratori semplicemente non persegue il giusto equilibrio tra l’interesse privato e l’interesse pubblico che dovrebbe, questa è la fase in cui capire cosa non va, cosa eventualmente proporre di alternativo e come farlo.

Nel procedimento amministrativo sono previsti tre momenti distinti:

  1. il primo è il momento del voto dell’Organo (Giunta o Consiglio)
  2. il secondo è la fase post adozione, quella in cui tutti possono formulare osservazioni al piano
  3. il terzo corrisponde al voto finale di approvazione.

In base alla mia esperienza, quello che ho notato è questo: spesso il/i  consigliere/i, nel brevissimo  tempo che intercorre dalla commissione consiliare al consiglio comunale al voto non ha avuto né modo nè tempo per approfondire la questione: un piano attuativo mediamente è abbastanza complesso, e se non sapete dove mettere le maniè veramente difficile cogliere al volo criticità ed opportunità.

Altro tema che vorrei sottolineare, perché  vedo essere spesso troppo sottovalutato: nella vita in generale la motivazione delle proprie idee è importante, ma nel procedimento amministrativo è essenziale. Con un’ottima argomentazione e una valida proposta alternativa, credo si possano fare miracoli. (Esiste infatti la possibilità di proporre una mozione al testo della delibera che contenga la vostra proposta.)

citazione

Con “valida proposta alternativa” intendo una soluzione che contempli una miglior sostenibilità, un miglior rapporto costi/benefici per l’amministrazione comunale e che contempli anche un costo sostenibile per l’attuatore. Ho visto piani attuativi con richieste inserite all’ultimo (magari ottime idee, ma non economicamente sostenibili) che ne hanno di fatto paralizzato l’attuazione.  E’ difficile generalizzare, ma un lottizzante (se magari il suo scopo è quello di vendere il terreno e non curarne il suo sviluppo) potrebbe acconsentire a tutto pur di ottenere un piano attuativo licenziato, ma il nostro ruolo da tecnici e amministratori è proprio questo: capire meglio di chiunque, proponente compreso, quanto  l’intervento possa essere realmente sostenibile ed agire di conseguenza.

Un esempio concreto: in passato mi è capitato di consigliare ad amministratori di richiedere meno opere pubbliche, ma di miglior qualità costruttiva e con elementi di  vantaggio per una più semplice gestione e manutenzione.

Purtroppo ho visto piani attuativi che avevano “promesso” opere pubbliche e/o oneri di urbanizzazione molto elevati, e quindi apparentemente vantaggiosissimi per la pubblica amministrazione, con opere che poi si sono fermate a metà perché gli attuatori sono falliti. E anche laddove previa escussione delle fidejussioni l’amministrazione completasse le opere di urbanizzazione, vi ritrovereste delle strade e delle aree verdi nuove di zecca in mezzo a campi incolti. Scenario, a mio parere, alquanto deprimente se si pensa al suolo sprecato.

un esempio di piano attuativo abbandonato

Per concludere. Non credo sia una buona pianificazione quella che limita gli interventi, non credo sia una buona pianificazione quella che si conforma a quanto proposto senza analizzare prima differenti scenari realistici. Ritengo sia buona quella che li sa governare con idee chiare e nel modo da risultare più semplice ed immediato per tutti. Rispetto a dieci anni fa non vedo più richieste esagerate o spinte edificatorie eccessive, e il ruolo (e la sfida) dell’amministrazione comunale sull’urbanistica di oggi non è più quella di controllare la “quantità”, ma quella di accompagnare la “qualità urbana” attraverso la sostenibilità ambientale ed economica per migliorare la qualità della vita dei cittadini.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...