5 aspetti da non trascurare quando vogliamo proporre qualcosa di nuovo in città

Alzi la mano chi non vorrebbe produrre meno rifiuti,  inquinare di meno, avere strade libere dal traffico, passeggiare il sabato pomeriggio nell’isola pedonale del centro storico pieno dinegozi. Alzi la mano anche chi non vorrebbe avere un sistema di raccolta rifiuti più efficiente. E allora perchè il cambiamento su questi aspetti in particolare è così difficile?

Certe volte si perfezionano piani strategici impeccabili, ma poi non si hanno risultati sensibili e, anzi, a scelte fatte, la soluzione che sembrerebbe più logica è quella di “tornare indietro”. A mio giudizio i temi Urbanistico-Ambientali particolamente “scottanti” sono tre: l’elaborazione di un piano del Commercio, la Pianificazione della mobilità e i cambiamenti del sistema di raccolta dei Rifiuti. Li ho sempre trovati non particolarmente complicati dal punto di vista tecnico, ma sono sicuramente i più complessi da gestire dal punto di vista della comunicazione e partecipazione.

Il comune denominatore è che quasi la totalità delle proposte progettuali di questi piani, anche la più sostenibile dal punto di vista squisitamente tecnico e quindi apparentemente di semplice scelta e facilmente veicolabili, si fondano sul presupposto che si devono modificare le abitudini dei cittadini.

Se siete amministratori attenti alla ricerca dei consensi da parte dei vostri cittadini, non potete quindi sottovalutare questi aspetti.

1. Capite quanto siete disposti a modificare le abitudini dei cittadini

Valutate quanto cambiare le abitudini nel vostro territorio possa essere scioccante. Avete sicuramente la sensibilità per cogliere le peculiarità dei vostri cittadini e capire quali possono essere gli impatti di un cambio di strategie.

Secondo quella che è la mia esperienza, tentare di imporre una modifica delle abitudini in qualcuno è un’impresa ardua. Soprattutto se la persona su cui vorremmo avere quel particolare effetto è già adulta, vaccinata e convinta delle proprie idee.

Ho visto cittadini diventare superesperti in mobilità, e mettere in discussione analisi condotte con una scientificità da rimanerne di stucco. E con i social, il fenomeno è peggiorato esponenzialmente: non intimoritevi ma preparatevi a gestire tutto nel migliore dei modi possibili.

2. Comunicate fin da subito perchè il cambiamento è necessario

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Partendo dal presupposto che se si decide di approntare un Piano o un Programma è perché il sistema necessita veramente di una revisione e che l’obiettivo insito nelle scelte è quello di risolvere più problemi possibile e al contempo di generarne il meno possibile, ci sono momenti fisiologici in cui qualsiasi scelta l’Amministrazione compie tra il ventaglio di opzioni tecnicamente valide, ai più “sembra peggiorativo” rispetto a prima. Essere partiti da basi condivise, chiare e fondanti è quindi assolutamente necessario e vi tornerà utile dal punto di vista comunicativo.

3. Costruite il percorso partecipativo

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Nelle fasi iniziali di pianificazione, attivatevi nei confronti delle persone per generare in loro cambiamenti positivi, che migliorino concretamente la loro vita. Contestualizzate il problema per indurre il cambiamento, fin dalle prime fasi ed allargate la visione all’intero processo nella costruzione del modello partecipativo: questo permette di aprirsi ai cittadini in modo efficace e concreto ed offre loro un ventaglio maggiore di opzioni. Potete proporre dei tavoli tematici, degli incontri nei quartieri, un progetto educativo per le scuole… le scelte sono tante e vanno focalizzate in questa fase. Capire chi coinvolgere è altrettanto importante.

4. “Fotografate” le cattive abitudini

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Accompagnare i cittadini a migliorare le proprie abitudini non è mai indolore.  Il primo passo verso il miglioramento ed il cambiamento consiste nel “rompere le abitudini”, quindi rompere i vecchi schemi. Molte delle abitudini quotidiane dei nostri cittadini sono inconsapevoli e fanno parte del loro agire naturale, compiamo spesso gli stessi gesti, percorriamo le stesse strade, ma non ce ne accorgiamo.

Partendo dal presupposto che l’intento è quello di fare del bene e migliorare la vita di quante più persone possibile, invece di tirarle a forza in una direzione, suggerisco di divulgare una analisi che fotografa le “cattive abitudini”  affinchè si crei spontaneamente quella giusta consapevolezza e attenzione necessaria all’ascolto della proposta tecnica.

Le persone che avranno a disposizione il nuovo Piano si aspettano che venga effettuata dall’Amministrazione la scelta migliore possibile, ma avendo imparato a “notare” le proprie abitudini avranno le giuste basi per ragionare in un contesto più ampio e variegato.

4. Aspettatevi reticenze e detrattori

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Non possiamo di certo aspettarci che gli altri comincino all’improvviso a comportarsi esattamente come faremmo noi. Potete cercare i numerosissimi esempi di Amministrazioni che hanno compiuto tali scelte prima di voi e giocando d’anticipo, essere già in grado di prevedere gli effetti di cosa può comportare una scelta o un’altra. E’ utilissimo per prepararsi eventuali repliche.

E’ naturale anche che non ci siano gli stessi interessi, quindi è utile capire tra questi chi invece ragiona per semplice paura del cambiamento. Accade molto più spesso di quanto si pensi: una persona che si trova ad affrontare una situazione nuova, con il timore di perdere la sicurezza consolidata nel vecchio schema prova una sensazione di non accettazione a livello mentale/emozionale.

5. Siate un esempio e valorizzate gli obiettivi raggiunti

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Smettere di fumare, sostituire una colazione sana al solito caffè, fare più attività fisica, dimagrire sono alcuni dei bisogni più frequenti alla base del cambiamento che vorremmo realizzare, ma che difficilmente riusciamo ad ottenere senza sacrifici. Così come gestire meglio l’energia che consumiamo, usare di più la bicicletta o differenziare correttamente i rifiuti di casa. Abbiamo bisogno di continui stimoli per rimanere in carreggiata e per questo motivo è importantissimo cercare di fare in modo che gli altri traggano continua ispirazione da noi.

Trasposto sui temi della pianificazione strategica comunale, essere un esempio vuol dire creare un’identità per cui i cittadini si possano sentire orgogliosi. Faccio un esempio: aumentare la percentuale di raccolta differenziata per i Rifiuti Urbani deve essere riconosciuto non solo come un valore in sè ma un valore che è il cittadino/utente a creare: ecco perchè è importante diventare “Comune Riciclone”. Avere una piazza in cui i nostri figli possono giocare è anche merito di chi con qualche sacrificio parcheggia altrove: ecco perchè è giusto che possano essere  riconosciuti pass di parcheggio gratuito. Ritengo che negli strumenti di pianificazione debbano essere inseriti gli aspetti inerenti la valorizzazione degli obiettivi raggiunti, poichè sentirsi parte del tutto è sempre molto gratificante ed innesca i processi virtuosi che tutti auspichiamo.

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