Zanzare. 5 consigli per combatterle

Nei nostri territori comunali e in generale in pianura padana la presenza della zanzara ha una diffusione e una intensità non trascurabili. Sono varie le specie ormai presenti, alcune possono possono trasmettere più malattie virali, tra cui la Dengue, la febbre gialla e diverse encefaliti che fino ad oggi si erano manifestate solo in aree tropicali.

Ecco quindi cinque semplici azioni che ogni amministrazione si trova a valutare per intraprendere la lotta contro gli insetti sgraditi.

 

1. Evitare che i cittadini diventino dei piccoli allevatori locali: la giusta informazione pubblica

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Giungono alla nostra attenzione in maniera ciclica: come se ogni anno fosse una novità. Calendarizzare quindi una campagna informativa nel periodo dell’anno che anticipa la schiusa delle larve (in funzione delle temperature può variare da febbraio a marzo-aprile) e proporre dei manifesti, volantini, durante la primavera e l’estate, può aiutare il cittadino a capire quanto è importante essere parte attiva nella prevenzione del problema.

E’ risaputo che le larve delle zanzare si sviluppano in piccole raccolte d’acqua stagnanti o a lento deflusso (come tombini, piccoli contenitori, ecc.) e gli interventi dell’Amministrazione, per quanto ripetuti, non sono sufficienti perché non possono comprendere le aree private. Provvedere alla manutenzione ordinaria degli spazi verdi (giardini, orti, ecc.), è infatti l’attività preventiva più indicata di una attività di disinfestazione massiva e ripetuta.

2. I trattamenti larvicidi e adulticidi

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E’ necessario che le amministrazioni effettuino interventi di disinfestazione nelle aree pubbliche (caditoie stradali, giardini pubblici, scuole, cimiteri ecc.), ma considerato che la zanzara tigre si riproduce anche in piccole quantità d’acqua, è indispensabile che la lotta sia effettuata specialmente dai privati cittadini  nelle loro aree.

La disinfestazione delle aree pubbliche viene effettuata dai Comuni,  e tendenzialmente sono di due tipi :
• interventi larvicidi per ridurre il n. di larve;
• interventi adulticidi per il contenimento degli insetti adulti.

La disinfestazione delle aree di proprietà privata è invece a carico dei privati e l’ente può intervenire per sensibilizzare e se necessario sollecitare i privati a concorrere alla lotta contro tali insetti sgraditi.

I larvicidi sono insetticidi appositamente studiati per colpire le zanzare nella fase larvale ed è il metodo utilizzato per le caditoie stradali e per tutte i ristagni di dimensioni considerevoli. Non sono velenosi nè per l’uomo nè per gli animali, sono insetticidi biologici e non causano nè esalazioni nè provocano odori molesti.  Provvedere quindi ad ispezionare, pulire e trattare periodicamente con prodotti antilarvali le
caditoie per la raccolta dell’acqua piovana, presenti in giardini e cortili  è indispensabile per prevenire focolai.

 

3. Caccia al tesoro e Ovitrappole: un progetto simpatico per le scuole

trappole-700x657Caccia al tesoro: imparare a riconoscere i focolai esistenti, cioè tutti i posti dove la zanzara può deporre le uova e riprodursi. Sono focolai tutte le piccole raccolte di acqua: per esempio caditoie, bidoni, lattine, copertoni, sottovasi, caditoie, grondaie, fontane
ornamentali, ecc.

Individuarli ed eliminarli, sostituendoli con le ovitappole, può essere un’attività didattica molto interessante, poichè l’ovitrappola è un metodo di lotta assolutamente innocuo per l’ambiente capace di interrompere il ciclo di vita delle zanzare presenti in zona.

Ci sono diversi siti web che mostrano tutorial su come costruirli da soli utilizzando bicchierini di plastica e vasetti, coperti con zanzariere galleggianti o con un velo d’olio di vaselina. Le zanzare tigre depongono le uova sulla superficie ruvida dove rimangono incollate grazie alla secrezione appiccicosa che viene emessa durante la deposizione. Al momento della schiusa, la larva cade nell’acqua dove continuerà il suo ciclo rimanendo intrappolata. Le zanzare comuni invece depongono sulla superficie dell’acqua.

Per un risultato ottimale le ovitrappole possono essere posizionate a circa 50/70 metri di distanza l’una dall’altra in zona ombreggiata. Quattro ovitrappole sono sufficienti per proteggere aree dai 2500 ai 4000 mq. La riduzione delle zanzare è visibile dopo le classiche 4-6 settimane, ovvero il tempo necessario perchè l’interruzione del ciclo di vita delle zanzare dia i suoi frutti.

Le ovitrappole in commercio (ce ne sono di moltissimi tipi e varietà) utilizzano diversi stratagemmi, sono di costo ridotto, necessitano di poca manutenzione e agendo sulle larve di zanzara combattono il problema alla radice.

4. La nuova frontiera: le zanzare sterili

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Sistema ancora in fase sperimentale (per onore del vero mi ero informata per un utilizzo pilota nel mio Comune, ma le quantità necessarie non sono disponibili in commercio) e con risultati non ancora verificati. Si tratta di zanzare Aedes aegypti modificate, ma non geneticamente: sono tutti maschi e “infettati” in laboratorio con un batterio che rende i maschi sterili quando si accoppiano con femmine non infette.

E’ stato testato nel 2017 in California, ed è molto interessante in quanto il batterio riduce la capacità delle zanzare di trasmettere malattie tropicali o, come nel caso dell’esperimento di Verily, consente di ridurne drasticamente il numero, eliminando il vettore che trasmette il virus come una sorta di super insetticida al quale gli insetti non sviluppano resistenza.

5. Creare habitat adatti a chi le mangia (ma senza esagerare nell’introdurre specie esotiche)

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Un mito da sfatare: la maggior parte delle rane adulte e dei girini non mangiano zanzare.  I girini della maggior parte delle specie di rana sono erbivori.

In natura non esistono predatori che in condizioni normali si nutrono esclusivamente di zanzare o delle loro larve.  Certamente esistono predatori che possono contribuire a contrastare il problema mangiando anche numerosi esemplari di zanzara, ma consiglio di non affidarsi esclusivamete a questi sistemi per una lotta efficace.

Introdurre nelle piccole fontane ornamentali di giardino pesci larvivori (es, pesci rossi,
gambusia, ecc.)  può aiutare, anche se l’utilizzo di pesci è limitato da due problemi. Primo, introdurre pesci non-nativi può avere conseguenze drammatiche sull’ambiente acquatico. Un secondo problema riguarda l’introduzione di organismi patogeni quando si trasferiscono pesci nativi da un’area all’altra.

La tartaruga dalle orecchie rosse (Trachemys scripta) è stata usata per il controllo delle larve di zanzara. Negli Stati Uniti, le tartarughe sono state introdotte in contenitori sperimentali all’interno di un fossato lungo una strada in Louisiana, per il controllo delle larve di zanzara Culex: le tartarughe hanno ridotto il numero di larve del 99% alla quinta settimana di studio. Esistono tuttavia dei problemi pratici legati all’utilizzo di tartarughe per il controllo biologico, in primis la necessità di una ulteriore fonte alimentare e la capacità delle tartarughe di allontanarsi dall’area sono due potenziali problemi.

Pipistrelli e Rondini possono aiutare, per questo dotarsi di una batbox o di un nido di rondini e “adottare” queste specie è un’iniziativa lodevole ma soprattutto utile!

Un’ultima curisità: i anche i gechi sono ghiotti di insetti e  di zanzare, e averne uno in giardino (della villetta al mare)  potrebbe aiutare a eliminarne una buona quantità.

 

5 app “MUST HAVE” per i più tecnologici

Alla disperata ricerca di un’applicazione di cui mi avevano parlato ma che non era più attiva, navigando qua e là nella apple store, ne ho trovate parecchie curiose e sostenibili. Insomma, tant’è che ho investito una serata sul divano davanti alla tv per fare questa piccola ricerca di mercato con relativa TOP 5, i cui frutti li lascio “scaricare” e “valutare” a voi.

Quindi nel tuo smartphone non possono mancare 5 app (anche perchè sono gratuite):

1 . Mappe del consumo sostenibile.

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Nasce e cresce in Emilia Romagna e permette di trovare i luoghi dove comperare prodotti ecologici. Dal km0 ai gruppi di acquisto solidale passando per bike sharing, stazioni di ricariche elettriche e mercati  solidali.
Si può effettuare la ricerca attraverso la lista iniziative cercando quella più vicina, permettendo di vedere la posizione su una mappa e calcolare il percorso.

L’ho scelta perchè: la trovo con del grandissimo potenziale in quanto la rete (pubblico/privata) è estendibile ad altri territori e l’app stessa è replicabile per altre regioni. Interessante anche per gli enti locali per promuovere il proprio territorio

2. App (a tua scelta) per la gestione dei rifiuti.

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PULIamo, rifiUtility, clickIren, il Rifiutologo o DoveloButto? Per nominarne alcuni. Ogni gestore ha il suo, vi consiglio quindi di cercare il vostro e scaricarla, è molto utile per avere sotto controllo il proprio sistema di raccolta, e praticamente tutte contengono una piccola guida alla corretta separazione dei rifiuti.

L’ho scelta perchè: saper fare bene la raccolta differenziata aiuta ad ottenere vantaggi concreti sia per il cittadino sia per il processo di riciclo. Strumento che ben si presta per essere “facilitatore del dialogo” con il cittadino in caso di segnalazioni.

3. Changers

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E’ un’applicazione ispiratrice di uno stile di vita più sano, che permette di accumulare punti , lasciando a casa l’auto e utilizzando la bici o i trasporti pubblici. Permette, a punteggi raggiunti, di donare in beneficenza il relativo premio o di utilizzarlo per piantare alberi in aree pubbliche.

L’ho scelta perchè: ottimo strumento per rafforzare la rete pubblico/privata già esistente sul territorio e farla meglio conoscere ed apprezzare dai cittadini.

4. EcoHuella

http://www.cifor.org/fileadmin/world-forest-c/wfc-cifor.htm

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E’ in lingua spagnola, EcoHuella. Inserendo le abitudini e lo stile di vita, calcola la tua impronta ecologica. Ho trovato “strano” che non ci fosse niente in italiano, ma se si supera il problema di lingua è veramente carina. Ne esiste una anche per il calcolo dell’impronta ecologica rispetto alle microplastiche nei mari: My little Plastic Footprint. In inglese.

L’ho scelta perchè: saper calcolare l’impronta ecologica aiuta a capire qual’è lo stile di vita più sostenibile. Vuol dire imparare a mettersi in discussione e non a continuare a pensare “che chi inquina è altro rispetto a noi”.

5. Obiettivo Green

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Se si possiede un’auto elettrica questa applicazione è imperdibile. Molto utile anche per orientarsi verso quelle attività presenti in paese o in città che conducono il proprio lavoro seguendo principi etici e di sostenibilità, promuovendo più qualità e meno impatto sull’ambiente.

L’ho scelta perchè: gli incentivi – economici e non – alla mobilità elettrica d’ora in poi saranno sempre di più, e ritengo che il tema della sostenibilità negli acquisti che facciamo prenderà sempre più piede. Creare le “infrastrutture e reti di servizi sostenibili” oggi vuol dire strutturare un ciclo virtuoso che serve allo sviluppo di qualsiasi comunità locale.