Cinque cose da sapere sull’allerta ozono

ARPA Lombardia in questi giorni, con il Bollettino giornaliero della qualità dell’aria, sta inviando una informativa molto chiara e dettagliata sull’inquinamento da Ozono con preghiera di diffusione ed informazione. Ecco qui quindi un piccolo vademecum, estratto per gli amministratori.

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1 . Le categorie sensibili: Bambini, Sportivi, Asmatici e “Supersensibili” (ad esempio gli anziani)

 Le categorie di persone maggiormente sensibili all’ozono sono le seguenti:
• Bambini: sono il gruppo a più alto rischio per l’esposizione ad ozono, perché essi
trascorrono gran parte del periodo estivo all’aperto e sono spesso impegnati in attività
fisiche intense. I bambini hanno anche maggiori probabilità di sviluppare fenomeni asmatici o altre malattie respiratorie. Per questo è utile dare una corretta ed adeguata informazione ai gestori dei Centri Estivi e alle Piscine Comunali e a tutti i gestori dei luoghi di aggregazione e ricreazione all’aperto.

• Soggetti sani che fanno attività fisica all’aperto: adulti in buona salute che fanno
attività fisica all’aperto (sia essa sportiva o lavorativa) diventano un gruppo “sensibile”
perché sono più esposti all’ozono rispetto alla popolazione meno attiva. L’esercizio fisico
infatti può aumentare la frequenza respiratoria e quindi l’introduzione di sostanze inquinanti nei polmoni fino a 10 volte rispetto la situazione di riposo.

• Persone con malattie respiratorie (asma, broncopneumopatie croniche): tali
malattie rendono i polmoni più vulnerabili agli effetti dell’ozono. Pertanto gli individui che si trovano in queste condizioni manifestano gli effetti dell’ozono prima e a concentrazioni più basse rispetto agli individui meno sensibili.

• Persone con una particolare suscettibilità all’ozono: la reazione all’ozono è molto
diversa da individuo ad individuo, per cui anche soggetti in buona salute possono risultare più suscettibili di altri. Questi individui manifestano infatti danni da ozono in modo più marcato rispetto alla media della popolazione. Vi sono infine alcune evidenze che indicano che gli anziani e/o le persone con malattie cardiache abbiano un’aumentata sensibilità all’ozono

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2. L’inquinamento da Ozono e il buco dell’Ozono sono due problemi differenti

L’Ozono troposferico è un forte ossidante, è in grado di attaccare i tessuti dell’apparato respiratorio anche a basse concentrazioni, provocando irritazione agli occhi e alla gola, tosse e riduzione della funzionalità polmonare.
La maggior parte di questi effetti sono a breve termine e cessano una volta che gli
individui non sono più esposti ad elevati livelli di ozono, ma è noto che possano sussistere anche danni derivati da ripetute esposizioni di breve durata, come l’accelerazione del naturale processo di invecchiamento della funzione polmonare.
Il buco dell’Ozono è tutt’altro tema! L’Ozono, quello contenuto nella stratosfera, ci tutela dal passaggio dei raggi ultravioletti e quindi, attraverso questo buco ne passano enormi quantità, i quali possono causare vari problemi alla salute dell’uomo, degli animali e del le piante. (Per esempio possono provocare gravi danni alla pelle, tumori e possono inibire la fotosintesi clorofilliana.)
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3. Comportamenti da consigliare e far adottare, soprattutto dalle 12:00 alle 16:00
Poiché l’intensità degli effetti dell’ozono cresce con la durata dell’esposizione dell’individuo, la regola principale è quella di limitare l’esposizione e quindi principalmente limitare le attività all’aria aperta nelle ore di maggiore insolazione, generalmente dalle ore 12.00 alle ore 16.00. E’ quindi consigliato di limitare i lavori pesanti o le attività sportive nelle prime ore della mattina o in serata, quando i livelli di ozono saranno diminuiti. Le ore più calde della giornata andrebbero trascorse in ambienti chiusi, avendo l’accortezza di ventilarli nei momenti freschi come la mattina presto o la sera. Anche l’alimentazione nelle giornate di alti livelli di l’ozono ha una grande importanza. Una dieta ricca di sostanze antiossidanti può aiutare ad abbassare la sensibilità di un individuo all’ozono ed è quindi consigliato, in questi periodi, privilegiare cibi che contengano tali sostanze. I cibi ricchi di antiossidanti sono principalmente frutta e verdura di stagione; per esempio la vitamina C è disponibile in pomodori, peperoni, patate, cavoli, broccoli, verdure a foglia verde, agrumi, fragole, meloni. Utile a tale scopo è anche la vitamina E (uova, asparagi, avocado, noci, mandorle, germe di grano, olio di oliva, olio di arachidi, olio di germe di grano, olio di fegato di merluzzo) e il selenio
(pollo, fegato, tonno, molluschi, pomodori, broccoli, cavoli, cipolle, funghi, cereali integrali, lievito di birra, germe di grano).
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4. Azioni raccomandate per ridurre l’ozono
  • ridurre l’uso degli autoveicoli privati, soprattutto se diesel, privilegiando l’impiego dei mezzi pubblici;
  • utilizzare in modo condiviso l’automobile, per diminuirne i chilometri totali percorsi e quindi le relative emissioni;
  • cercare di mantenere una velocità costante, con una guida non aggressiva, mantenendo possibilmente una velocità compresa tra i 70 km/h e i 90 km/h in ambito extraurbano e in autostrada;
  • verificare periodicamente gli scarichi dei veicoli soprattutto per quelli non catalizzati e diesel;
  • prediligere l’impiego di vernici all’ acqua o ad alto secco;
  • ridurre la quantità di smacchiatori e solventi che si usano in casa;
  • evitare l’accensione di fuochi e barbecue.
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5. Dove trovare i dati e come si misurano
Per conoscere l’andamento dell’ozono e i dati monitorati quotidianamente dalla Rete regionale di rilevamento della qualità dell’aria è possibile selezionare la mappa relativa all’O3 e la mappa  relativa all’O3 max media mobile su 8 ore selezionando le opportune label a questo link:
Il D. Lgs. 155/2010 prevede per l’ozono una soglia di informazione e una di allarme.
La soglia di informazione viene definita come il livello oltre il quale sussiste un rischio per la salute umana in caso di esposizione di breve durata per alcuni gruppi particolarmente sensibili della popolazione nel suo complesso ed il cui raggiungimento impone di assicurare informazioni adeguate e tempestive.
La soglia di allarme invece rappresenta il livello oltre il quale sussiste un rischio per la salute umana in caso di esposizione di breve durata per la popolazione nel suo complesso ed il cui raggiungimento impone di adottare provvedimenti immediati.
  • La soglia di informazione è 180 mg/mc (superata per 1 ora)
  • La soglia di allarme è 240 mg/mc (superata per 3 ore consecutive)

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