giulia moraschi architetto

“è da qui che si comincia coll’educazione civica”

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Oggi, in pieno periodo di vacanze ferragostane, vi segnalo questo divertente libro da leggere tutto d’un fiato sotto all’ombrellone, veramente unico nel suo genere:

“Caccadicanelandia. Perchè perstar le cacche mi daffastidio”

di Arnaldo, Chiara Virginia e Alessandro Negri – Tamellini edizioni.

Questo libro tratta dell’argomento delle deiezioni canine con semplicità e leggerezza, e spiega ai bambini (ma non solo) quanto raccogliere le deiezioni del proprio cane costi poca fatica, ma dimostri molto senso civico.  Rispettare le regole aiuta a far superare ogni forma di intolleranza verso la presenza degli amici a quattro zampe nella nostra città.

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In questo articolo che avevo scritto è interessare ricordare che quasi la metà degli italiani (il 43,3%) vive con un animale domestico e in due case su dieci ce n’è più di uno. Di questi il 60,8% sono cani e il 49,3% sono gatti. Un amministratore locale non può non tenere conto di una realtà demografica così rilevante,  che è chiamato a sensibilizzare la cittadinanza sul fatto che il nostro amore per gli animali deve condizionare anche le scelte di vita!!!!

Educare i proprietari dei cani a comportarsi bene: le campagne di sensibilizzazione innescano un processo virtuoso e devono chiedere al cittadino attenzione e rispetto sia per il proprio animale, sia per la propria città.

Piero il levriero.jpg
Piero il Levriero

Ed ecco qui la presentazione del libro:

Perché pestar le cacche midaffffffastidio!!

Il troppo stroppia!!

Quel giorno sul marciapiede davanti all’ufficio, una bomba che neanche un dromedario…. proprio lì in mezzo!

Non pestarla, una impresa;

perchè si pianta nel carrarmato delle scarpe e immondi il paese  di gridolini maleolenti fino a sera quando poi te le togli e dici: vaccaboia, però che schifo!

Questa la devo far vedere al Gerbillo e alla Pangolina!! È da qui che si comincia coll’educazione civica; Mi metto in chinoni a fotografarla che la gente che passa pensa: “vah il geometra Negri s’è messo  male… fotografar le merde col telefonino….poveretto!”

E così un sabato mattina  che non vanno a scuola  e vengon nel lettone a chiacchierare prima di cominciare la giornata,  gliela faccio vedere, la foto: una tempesta di idee si scatena: il gerbillo (alessandro detto allenegri) e la pangolina (chiara virginia detta iaia) e il loro impavido padre (io) a costruire una storia che spieghi come un povero cane debba esser costretto a lordar le strade da padroni gigioni e poco educati.

Messa giù la prima (di storie!!) ci siam promessi che ne avremmo scritto un sequel visto  che la strada dove ho l’ufficio, colle sue aiolette ai margini, è diventata la latrina delle canarie!!! Non passa giorno che qualche buontempone non porti la sua amata bestiola a mollare il malloppo in via Ruggeri!

Abbiamo così proseguito il  faticoso lavoro fino a che, dopo un po’ l’impresa necessitava di un finalone: non è che un gruppo di scrittori possa passar la vita a trattar merde!

Sicchè l’idea del quasi lieto  fine che leggerete.

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