4 azioni di comunicazione innovativa per sensibilizzare i cittadini sui rifiuti

  • 1 Produrre meno rifiuti è meglio che essere dei campioni nel differenziare. Dati alla mano, stiamo diventando bravissimi a differenziare. Ma produciamo ancora tanti rifiuti. Durante la Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti (fine novembre) si potrebbero organizzare delle azioni di sensibilizzazione in materia di gestione sostenibile di quello che sprechiamo, finalizzate alla minor produzione, al recupero e al riciclo.
#plasticfree
  • 2 Aderire al Plastic Free, ma con giudizio. Il Ministero dell’ambiente ha lanciato questa iniziativa, che si attua attraverso un’adesione volontaria (qui il link alla pagina dell’iniziativa) che può essere definita attraverso una delibera. L’importante, per l’esperienza che mi riguarda, è eliminare la plastica monouso eliminandone l’utilizzo, scegliendo un materiale alternativo solo quando sia chiaro il metodo di smaltimento dello stesso (purtroppo certe volte si sostituisce il bicchiere di plastica con quello di carta, pensando sia fatto solo di carta: la realtà è che dobbiamo approfondire il tema per fare una scelta consapevole e un giusto distinguo fra materiali riciclabili, biodegradabili e compostabili). Le azioni auspicate dal Ministero, che vi riporto, sono:
    1. Applicare la regola delle 4 R: riduci, riutilizza, ricicla, recupera.
    2. Eliminare la vendita di bottiglie di plastica dai distributori e sostituire la fornitura con distributori di acqua alla spina allacciati alla rete idrica.
    3. Eliminare gli oggetti di plastica monouso come bicchieri, cucchiaini, cannucce e palette di plastica.
    4. Limitare la vendita di prodotti con imballaggio eccessivo (merendine, biscotti, succhi di frutta confezionati), privilegiando l’offerta di spremute, centrifughe e frullati di prodotti freschi, nei minibar o nelle mense interne.
    5. Fornire o invitare i dipendenti a portare una propria tazza o borraccia per consumare bevande calde e fredde.
    6. Non utilizzare plastica monouso durante eventi aziendali e/o riunioni
    7. Promuovere azioni di sensibilizzazione sull’importanza di ridurre l’inquinamento da plastica tra i dipendenti
    8. Farsi ambasciatori della campagna #PlasticFree con altre realtà pubbliche o private.
Il compost
  • 3 Il compostaggio, ottimo alleato per valorizzare gli sprechi alimentari domestici. Considerando che quasi la metà del cibo che si compera viene buttato, questo è un ottimo metodo per ridurre questo tipo di rifiuto e sensibilizzare i cittadini ad acquisti più contenuti. Partendo dai propri scarti in cucina ed utilizzando una compostiera, si può ottenere dell’ottimo compost nell’arco di 8-12 mesi, pronto per essere utilizzato durante la semina e il trapianto per il giardino, l’orto o le piante in vaso.
  • 4 Promozione del PLOGGING. Capita sempre più spesso di incontrare associazioni che chiedono di poter dare una mano, ed abbiamo sperimentato come le iniziative dedicate alla raccolta dei rifiuti abbandonati siano (purtroppo) molto fruttuose e soddisfacenti. In una sola giornata si recuperano parecchi chili di materiale che possono essere differenziati e smaltiti in accordo con il gestore. Allo stesso tempo, ci sono molte aree (ad esempio quelle di proprietà privata in cui ci sono procedure fallimentari in corso, o aree demaniali in cui non ci sono risorse destinate alla raccolta dei rifiuti o ancora in quelle abbandonate) sulle quali il comune non può intervenire se non con procedimenti in danno e con tempi amministrativamente lunghi. Un’idea interessante, sperimentata con successo è quella di cogliere l’occasione di fare una passeggiata di plogging, ovvero un jogging “di pulizia” con un cane del canile, oppure promuovere, in accordo con i proprietari delle aree, giornate ed eventi salutari, divertenti e sociali impegnandosi concretamente per l’ambiente. Per approfondimenti su questa attività, qui un articolo illuminante!

“è da qui che si comincia coll’educazione civica”

Oggi, in pieno periodo di vacanze ferragostane, vi segnalo questo divertente libro da leggere tutto d’un fiato sotto all’ombrellone, veramente unico nel suo genere:

“Caccadicanelandia. Perchè perstar le cacche mi daffastidio”

di Arnaldo, Chiara Virginia e Alessandro Negri – Tamellini edizioni.

Questo libro tratta dell’argomento delle deiezioni canine con semplicità e leggerezza, e spiega ai bambini (ma non solo) quanto raccogliere le deiezioni del proprio cane costi poca fatica, ma dimostri molto senso civico.  Rispettare le regole aiuta a far superare ogni forma di intolleranza verso la presenza degli amici a quattro zampe nella nostra città.

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In questo articolo che avevo scritto è interessare ricordare che quasi la metà degli italiani (il 43,3%) vive con un animale domestico e in due case su dieci ce n’è più di uno. Di questi il 60,8% sono cani e il 49,3% sono gatti. Un amministratore locale non può non tenere conto di una realtà demografica così rilevante,  che è chiamato a sensibilizzare la cittadinanza sul fatto che il nostro amore per gli animali deve condizionare anche le scelte di vita!!!!

Educare i proprietari dei cani a comportarsi bene: le campagne di sensibilizzazione innescano un processo virtuoso e devono chiedere al cittadino attenzione e rispetto sia per il proprio animale, sia per la propria città.

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Piero il Levriero

Ed ecco qui la presentazione del libro:

Perché pestar le cacche midaffffffastidio!!

Il troppo stroppia!!

Quel giorno sul marciapiede davanti all’ufficio, una bomba che neanche un dromedario…. proprio lì in mezzo!

Non pestarla, una impresa;

perchè si pianta nel carrarmato delle scarpe e immondi il paese  di gridolini maleolenti fino a sera quando poi te le togli e dici: vaccaboia, però che schifo!

Questa la devo far vedere al Gerbillo e alla Pangolina!! È da qui che si comincia coll’educazione civica; Mi metto in chinoni a fotografarla che la gente che passa pensa: “vah il geometra Negri s’è messo  male… fotografar le merde col telefonino….poveretto!”

E così un sabato mattina  che non vanno a scuola  e vengon nel lettone a chiacchierare prima di cominciare la giornata,  gliela faccio vedere, la foto: una tempesta di idee si scatena: il gerbillo (alessandro detto allenegri) e la pangolina (chiara virginia detta iaia) e il loro impavido padre (io) a costruire una storia che spieghi come un povero cane debba esser costretto a lordar le strade da padroni gigioni e poco educati.

Messa giù la prima (di storie!!) ci siam promessi che ne avremmo scritto un sequel visto  che la strada dove ho l’ufficio, colle sue aiolette ai margini, è diventata la latrina delle canarie!!! Non passa giorno che qualche buontempone non porti la sua amata bestiola a mollare il malloppo in via Ruggeri!

Abbiamo così proseguito il  faticoso lavoro fino a che, dopo un po’ l’impresa necessitava di un finalone: non è che un gruppo di scrittori possa passar la vita a trattar merde!

Sicchè l’idea del quasi lieto  fine che leggerete.

Cinque cose da sapere sull’allerta ozono

ARPA Lombardia in questi giorni, con il Bollettino giornaliero della qualità dell’aria, sta inviando una informativa molto chiara e dettagliata sull’inquinamento da Ozono con preghiera di diffusione ed informazione. Ecco qui quindi un piccolo vademecum, estratto per gli amministratori.

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1 . Le categorie sensibili: Bambini, Sportivi, Asmatici e “Supersensibili” (ad esempio gli anziani)

 Le categorie di persone maggiormente sensibili all’ozono sono le seguenti:
• Bambini: sono il gruppo a più alto rischio per l’esposizione ad ozono, perché essi
trascorrono gran parte del periodo estivo all’aperto e sono spesso impegnati in attività
fisiche intense. I bambini hanno anche maggiori probabilità di sviluppare fenomeni asmatici o altre malattie respiratorie. Per questo è utile dare una corretta ed adeguata informazione ai gestori dei Centri Estivi e alle Piscine Comunali e a tutti i gestori dei luoghi di aggregazione e ricreazione all’aperto.

• Soggetti sani che fanno attività fisica all’aperto: adulti in buona salute che fanno
attività fisica all’aperto (sia essa sportiva o lavorativa) diventano un gruppo “sensibile”
perché sono più esposti all’ozono rispetto alla popolazione meno attiva. L’esercizio fisico
infatti può aumentare la frequenza respiratoria e quindi l’introduzione di sostanze inquinanti nei polmoni fino a 10 volte rispetto la situazione di riposo.

• Persone con malattie respiratorie (asma, broncopneumopatie croniche): tali
malattie rendono i polmoni più vulnerabili agli effetti dell’ozono. Pertanto gli individui che si trovano in queste condizioni manifestano gli effetti dell’ozono prima e a concentrazioni più basse rispetto agli individui meno sensibili.

• Persone con una particolare suscettibilità all’ozono: la reazione all’ozono è molto
diversa da individuo ad individuo, per cui anche soggetti in buona salute possono risultare più suscettibili di altri. Questi individui manifestano infatti danni da ozono in modo più marcato rispetto alla media della popolazione. Vi sono infine alcune evidenze che indicano che gli anziani e/o le persone con malattie cardiache abbiano un’aumentata sensibilità all’ozono

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2. L’inquinamento da Ozono e il buco dell’Ozono sono due problemi differenti

L’Ozono troposferico è un forte ossidante, è in grado di attaccare i tessuti dell’apparato respiratorio anche a basse concentrazioni, provocando irritazione agli occhi e alla gola, tosse e riduzione della funzionalità polmonare.
La maggior parte di questi effetti sono a breve termine e cessano una volta che gli
individui non sono più esposti ad elevati livelli di ozono, ma è noto che possano sussistere anche danni derivati da ripetute esposizioni di breve durata, come l’accelerazione del naturale processo di invecchiamento della funzione polmonare.
Il buco dell’Ozono è tutt’altro tema! L’Ozono, quello contenuto nella stratosfera, ci tutela dal passaggio dei raggi ultravioletti e quindi, attraverso questo buco ne passano enormi quantità, i quali possono causare vari problemi alla salute dell’uomo, degli animali e del le piante. (Per esempio possono provocare gravi danni alla pelle, tumori e possono inibire la fotosintesi clorofilliana.)
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3. Comportamenti da consigliare e far adottare, soprattutto dalle 12:00 alle 16:00
Poiché l’intensità degli effetti dell’ozono cresce con la durata dell’esposizione dell’individuo, la regola principale è quella di limitare l’esposizione e quindi principalmente limitare le attività all’aria aperta nelle ore di maggiore insolazione, generalmente dalle ore 12.00 alle ore 16.00. E’ quindi consigliato di limitare i lavori pesanti o le attività sportive nelle prime ore della mattina o in serata, quando i livelli di ozono saranno diminuiti. Le ore più calde della giornata andrebbero trascorse in ambienti chiusi, avendo l’accortezza di ventilarli nei momenti freschi come la mattina presto o la sera. Anche l’alimentazione nelle giornate di alti livelli di l’ozono ha una grande importanza. Una dieta ricca di sostanze antiossidanti può aiutare ad abbassare la sensibilità di un individuo all’ozono ed è quindi consigliato, in questi periodi, privilegiare cibi che contengano tali sostanze. I cibi ricchi di antiossidanti sono principalmente frutta e verdura di stagione; per esempio la vitamina C è disponibile in pomodori, peperoni, patate, cavoli, broccoli, verdure a foglia verde, agrumi, fragole, meloni. Utile a tale scopo è anche la vitamina E (uova, asparagi, avocado, noci, mandorle, germe di grano, olio di oliva, olio di arachidi, olio di germe di grano, olio di fegato di merluzzo) e il selenio
(pollo, fegato, tonno, molluschi, pomodori, broccoli, cavoli, cipolle, funghi, cereali integrali, lievito di birra, germe di grano).
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4. Azioni raccomandate per ridurre l’ozono
  • ridurre l’uso degli autoveicoli privati, soprattutto se diesel, privilegiando l’impiego dei mezzi pubblici;
  • utilizzare in modo condiviso l’automobile, per diminuirne i chilometri totali percorsi e quindi le relative emissioni;
  • cercare di mantenere una velocità costante, con una guida non aggressiva, mantenendo possibilmente una velocità compresa tra i 70 km/h e i 90 km/h in ambito extraurbano e in autostrada;
  • verificare periodicamente gli scarichi dei veicoli soprattutto per quelli non catalizzati e diesel;
  • prediligere l’impiego di vernici all’ acqua o ad alto secco;
  • ridurre la quantità di smacchiatori e solventi che si usano in casa;
  • evitare l’accensione di fuochi e barbecue.
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5. Dove trovare i dati e come si misurano
Per conoscere l’andamento dell’ozono e i dati monitorati quotidianamente dalla Rete regionale di rilevamento della qualità dell’aria è possibile selezionare la mappa relativa all’O3 e la mappa  relativa all’O3 max media mobile su 8 ore selezionando le opportune label a questo link:
Il D. Lgs. 155/2010 prevede per l’ozono una soglia di informazione e una di allarme.
La soglia di informazione viene definita come il livello oltre il quale sussiste un rischio per la salute umana in caso di esposizione di breve durata per alcuni gruppi particolarmente sensibili della popolazione nel suo complesso ed il cui raggiungimento impone di assicurare informazioni adeguate e tempestive.
La soglia di allarme invece rappresenta il livello oltre il quale sussiste un rischio per la salute umana in caso di esposizione di breve durata per la popolazione nel suo complesso ed il cui raggiungimento impone di adottare provvedimenti immediati.
  • La soglia di informazione è 180 mg/mc (superata per 1 ora)
  • La soglia di allarme è 240 mg/mc (superata per 3 ore consecutive)

Il drenaggio urbano sostenibile

L’invarianza idraulica e il drenaggio urbano sostenibile: 5 cose che ogni amministratore dovrebbe sapere sul tema.

Abbiamo già più volte detto, in occasione dei momenti di approfondimento sul cambiamento climatico, che la città resiliente è una città che è capace di resistere a shock e minacce ed utilizzare gli stress come opportunità e svilupparsi adattandosi ai mutamenti sociali politici economici ed ambientali. L’invarianza idraulica e il drenaggio urbano sostenibile va proprio in quell’ottica.

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  1. Non lasciatevi spaventare dal tema “troppo tecnico”: non lo è.

Alzi la mano chi alla parola “invarianza idraulica” non abbia istintivamente pensato di girarlo prontamente a qualche ingegnere idraulico. Invece il concetto che sta alla base della nuova legge regionale è molto semplice: più pioggia cade, più dobbiamo essere capaci di gestirla in modo efficace. Il tema dell’invarianza idraulica e di drenaggio urbano sostenibile affonda delle radici in un contesto decisamente più ampio, che è quello dettato dal dibattito internazionale sul modello di sviluppo delle città.

La recente urbanizzazione e conseguente impermeabilizzazione, ha portato ad una modifica della capacità del territorio di assorbire l’acqua, spesso convogliata in enormi quantità provocando un effetto di impoverimento locale del ciclo dell’acqua, dato che la stessa viene allontanata nel più breve tempo possibile.

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  1. Trasformate la pioggia in una risorsa!

Per chi è appassionato di smart city, questa rappresenta un’ottima occasione per ricercare e proporre soluzioni più innovative per far fronte a fenomeni atmosferici come esondazioni e bombe d’acqua. Il regolamento ha in sé una serie di esempi, ma che non sono esaustivi delle peculiarità del territorio. Una buona analisi della situazione del vostro territorio (fate conto che in Lombardia il consumo di suolo in ogni comune può variare da circa il 5% ad oltre il 40% del territorio, quindi il tema non è da sottovalutare), il tipo di terreno, la quantità di vegetazione esistente e la configurazione spaziale delle zone impermeabilizzate vi può sicuramente dare la marcia in più per proporre soluzioni adatte alle vostre peculiari criticità.

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  1. Preparatevi ad affrontate il tema nel PGT.

Non è una novità l’attenzione al tema del consumo di suolo e alla gestione della risorsa idrica: c’è stata una grandissima attenzione, a partire dalla direttiva 2000/60/CE (Direttiva Quadro sulle Acque), recepita nel diritto italiano con D. Lgs. 49/2010, ha dato avvio ad una nuova fase della politica nazionale per la gestione del rischio di alluvioni. Anche la disciplina regionale per il consumo di suolo introduce con la LR 31/2014 l’obiettivo di concretizzare sul territorio della Lombardia il traguardo previsto dalla Commissione europea di giungere entro il 2050 a una occupazione netta di terreno pari a zero. Ecco infine con la LR 4/2016 che si introduce l’obiettivo di prevenire e di mitigare i fenomeni di esondazione e di dissesto idrogeologico provocati dall’incremento dell’impermeabilizzazione dei suoli.

Questo breve excursus normativo per dire che: il regolamento dovrà essere recepito dai regolamenti edilizi comunali e nei piani di governo del territorio (alla prima revisione del Documento di Piano), quindi preparatevi a sentirne parlare nei prossimi mesi.

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  1. Gestione delle meteoriche: qualche esempio.

Questa nuova legge e il relativo regolamento introduce una serie di prescrizioni e buone pratiche affinchè si cambi di passo e un nuovo modo di vedere la città, che sempre più deve diventare capace di resistere a shock e minacce ed utilizzare gli stress come opportunità, ma anche invertire la tendenza della progettazione tradizionale vede l’acqua piovana come rifiuto da allontanare e ricollocarla al centro della progettazione urbana come elemento valoriale e come vera e propria risorsa.

I  possibili  interventi  per  la  gestione  sostenibile  delle  acque  meteoriche sono molteplici, ma per farvi qualche qualche esempio pratico:

  • Misure di ritenzione naturale – es: pavimentazioni permeabili, tetti verdi, Aree di ritenzione vegetata, (magari in attuazione piano del traffico) , canali inerbiti (ad esempio in attuazione al piano del verde)
  • Individuare aree potenzialmente idonee per l’infiltrazione, la laminazione o l’accumulo di acque di seconda pioggia anche attraverso un sistema di piccole aree da attrezzare con impianti di fitodepurazione e zone umide di interesse naturalistico (magari da individuare nelle aree di perequazione di PGT).
  • Minimizzare la circolazione “artificiale” dell’acqua, restituendo l’acqua più vicino possibile al punto di prelievo e minimizzare la superficie impermeabilizzata e comunque compensarla attraverso opportuni volumi di laminazione diffusi nel territorio urbanizzato (come ad esempio individuare valori ammissibili della portata delle acque meteoriche scaricabile nei ricettori)

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5. Promuovete buone pratiche di progettazione e di drenaggio urbano con un occhio ai costi di manutenzione.

Al di là dei precisi calcoli di invarianza idraulica e idrologica per il conferimento nei ricettori, col tempo sentirete parlare nell’ambito della presentazione dei progetti urbanistici, anche di progetti di drenaggio urbano sostenibile. Per citarne solo alcuni: laghetti di laminazione, canali inerbiti e strati filtranti sono interventi che saranno proposti dai privati e che probabilmente in fase di cessione delle opere dovranno essere presi in carico dall’amministrazione o dal gestore: è utile saperlo prima.

International Days. Aderire o no?

Nel corso dell’anno agli assessori e dirigenti il compito di decidere per i propri enti locali se aderire ad iniziative di questo genere: ce ne sono moltissime, sempre di più e sempre più strane.  Per questo ho selezionato quelle legate ai temi ambientali che ogni amministratore dovrebbe valutare se appuntarsi sul Calendario.

L’adesione (che avviene con delibera di giunta, quindi: organizzatevi per tempo!) rappresenta in un utile momento di riflessione per quel tema e un’eccellente occasione per la giusta sensibilizzazione e divulgazione ai propri cittadini. Ecco qui in ordine di apparizione sul calendario:

17 Febbraio – Giornata internazionale del gatto

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La festa del gatto venne introdotta nel 1990, non è di recente istituzione e rappresenta il momento migliore per convogliare le iniziative per festeggiare i felini, magari promossi dal Comune o Città in concerto con le associazioni ed enti di volontariato. La location migliore, ovviamente è il  gattile. Per rimanere sul tema è importante che sappiate che il 26 agosto si celebra la Giornata Mondiale del Cane, registrata da World Dog Alliance, organizzazione diffusa a livello mondiale e il 4 Ottobre è la Giornata mondiale degli animali. Le giornate avvengono a distanza di qualche mese e quindi le associazioni cinofile e quelle gattofile, piuttosto che gli amanti degli animali, potrebbero aiutarsi vicendevolmente per organizzare con il Comune un format di eventi a sostegno dei diritti degli animali.

2 Marzo – Giornata mondiale delle zone umide

3 Marzo – Giornata mondiale della fauna selvatica

21 marzo – Giornata mondiale delle foreste

22 Marzo – Giornata mondiale dell’acqua

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 La Giornata mondiale dell’acqua (in inglese: World Water Day) è una ricorrenza istituita dalle Nazioni Unite nel 1992, prevista all’interno delle direttive dell’agenda 21, risultato della conferenza di Rio. L’acqua è il filo conduttore dell’esistenza umana: è un momento molto importante per sensibilizzare l’attenzione del pubblico sulla questione dell’acqua nella nostra era, con un occhio di riguardo all’accesso all’acqua dolce e alla sostenibilità degli habitat acquatici. L’edizione del 2017 è stata dedicata alle acque reflue, mentre la prossima,  quella del 2018 titola: “Nature for Water”. La proposta è quella di usare le soluzioni che si trovano in natura per ridurre le inondazioni, la siccità e l’inquinamento delle acque. Lo trovo un titolo perfettamente in linea con la grande sensibilizzazione sul climate change in atto, per cui ritengo che le occasioni e le proposte che possiate trovare siano numerose.

22 Aprile – Giornata della Terra

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La giornata è nata nel 1970 per sottolineare la necessità della conservazione delle risorse naturali della Terra. Nel corso degli anni la “Giornata della Terra” è diventata un avvenimento educativo ed informativo  molto importante. Si insiste in soluzioni che permettano di eliminare gli effetti negativi delle attività  dell’uomo; queste soluzioni includono il riciclo dei materiali, la conservazione delle risorse naturali come il petrolio e i gas fossili, il divieto di utilizzare prodotti chimici dannosi, la cessazione della distruzione di habitat fondamentali come i boschi umidi e la protezione delle specie minacciate. Se volete aderire ed organizzare qualcosa, non dimenticatevi di visitare il sito di eartdayitalia

26 Aprile – Giornata internazionale della sensibilizzazione al rumore

28 Aprile – Giornata mondiale per le vittime dell’amianto

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Giornata mondiale per le vittime dell’amianto si celebra il 28 aprile di ogni anno per ricordare le morti procurate dall’utilizzo di questo materiale: una ricorrenza necessaria per ricordare che ancora oggi nel nostro Paese muoiono 4mila persone ogni anno per tutte le malattie asbesto correlate, con oltre 21.000 casi di mesotelioma maligno  diagnosticato dal 1993 al 2012 (ben sei mila casi in più rispetto al precedente aggiornamento del Registro nazionale mesiotelioma di Inail risalente al 2008). Purtroppo l’amianto è ancora diffusissimo e in diverse forme, sul tutto il territorio nazionale. E’ importante un coordinamento anche con ATS/servizio sanitario regionale: avranno sicuramente abbondante materiale informativo e qualche idea utile per voi.

 22 Maggio – La Giornata mondiale della biodiversità

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La Giornata mondiale della biodiversità (in inglese International Day for Biological Diversity) è una festività proclamata nel 2000 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite per celebrare l’adozione della Convenzione sulla Diversità Biologica (Convention on Biological Diversity). Viene celebrata ogni anno il 22 maggio, dedicata alla difesa e alla tutela della biodiversità .

5 Giugno – Giornata mondiale dell’ambiente

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La giornata mondiale dell’ambiente (in inglese World Environment Day o WED) è una festività proclamata nel 1972 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite e viene celebrata ogni anno il 5 giugno. “Beat Plastic Pollution, Beat Plastic Pollution. If you can’t reuse it, refuse it”, questo lo slogan dell’edizione 2018 della Giornata Mondiale dell’Ambiente che potete vedere sul sito worldenvironmentday.globa. 

La ricorrenza del programma Ambiente dell’Onu (Unep) si impegna contro la plastica monouso con eventi e celebrazioni che quest’anno saranno ospitate dall’India. Il tema scelto per il 2018 sollecita governi, aziende e cittadini a cercare alternative alla plastica usa e getta, così da ridurne la produzione e il consumo. Ogni anno, evidenzia l’Unep, nel mondo si usano 500 miliardi di buste di plastica, e 8 milioni di tonnellate di rifiuti plastici finiscono negli oceani. Ogni minuto acquistiamo un milione di bottiglie di plastica, con questo materiale che rappresenta da solo il 10% di tutti i rifiuti prodotti. Segnalo che sempre sul tema, il 12 Settembre è invece la  Giornata internazionale senza sacchetti di plastica.

La prossima setttimana continueremo il nostro percorso sfogliando il calendario delle giornate mondiali degne di nota per l’ambiente e il territorio a cui può essere interessante aderire da luglio a dicembre! Se trovate qualche altra giornata degna di nota, non esitate e aggiungetela nei vostri commenti!

5 azioni per conciliare tradizione e sostenibilità

Io mi emoziono ogni anno quando si accendono le luminarie in Città, e non vedo l’ora che arrivi San Silvestro per assistere all’immancabile saluto di Capodanno con i fuochi d’artificio.  Se come me siete molto legati spirito delle feste e alle tradizioni, eccovi allora cinque spunti di riflessione per conciliare tradizione e sostenibilità ambientale.

Non è un tema da sottovalutare: alcune tradizioni sono delle vere e proprie bombe ecologiche.

  1. Utilizzate luminarie a LED o a risparmio energetico

Il mese scorso fa ho fatto un breve approfondimento in termini squisitamente economici sul quanto può avere senso richiedere forniture a led o a basso consumo energetico nell’ambito delle gare per servizi di fornitura delle luminarie. Il risparmio sui consumi delle luci a led è di circa il 70% (per un periodo limitatissimo, questo è il contro) ma questa scelta comporta costi iniziali superiori di circa il 25%.  La tecnologia led è infatti più costosa di quella tradizionale ad incandescenza, ma viste le basse potenze in gioco è possibile consumare meno energia ed evitare allacciamenti straordinari alla rete elettrica. Pur affrontando un onere lievemente maggiore il risparmio è oggettivamente interessante: non avrei dubbi.

Inoltre, può rivelarsi un’ottima soluzione fare gioco di squadra con enti e associazioni per proporre l’uso di impianti meno energivori. Alcuni Comuni pagano le luminarie anche attraverso il contributo delle Associazioni dei commercianti, e così riuscireste a dare un ulteriore ritorno d’immagine ai negozianti del centro, oltre a rispondere alle richieste dei cittadini sempre più attenti all’impatto ambientale.

2. Dissuadete l’uso delle lanternine di carta negli eventi pubblici

leon-contreras-447384Apparentemente  innocue, sono molto pericolose per gli animali, perché le più diffuse in commercio contengono parti metalliche che ricadono al suolo (o nei corsi d’acqua) e che di conseguenza possono ferire sia gli animali selvatici sia quelli di allevamento. Una giusta campagna informativa potrebbe prevenire il ritrovamento di animali feriti e forse farebbe riflettere il cittadino prima di acquistarle, nonostante si trovino ovunque e a poco prezzo. Se ci preoccupiamo molto per i botti di capodanno che possono spaventare gli animali domestici, le lanterne cinesi infatti meritano una dovuta riflessione.

3. Mandate meno Vecchie al rogo!!!

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I fuochi a fiamma libera producono innalzamenti concentrazioni di PM10 che non hanno eguali. Come se non bastasse, il periodo natalizio è storicamente quello più critico dal punto di vista della qualità dell’aria, specialmente in Pianura Padana.

Una catasta di legna di pochi metri cubi produce una quantità di PM10 pari a quella emessa dagli impianti di riscaldamento a metano di un Comune di 1.000 abitanti. Vi porto un esempio concreto: l’anno scorso in Veneto (dove la tradizione del bruciare la vecchia è molto radicata)la concentrazione di polveri sottili registrata all’Epifania risultava superiori al livello massimo di registrazione delle centraline. Non è difficile negli anni osservare in questo periodo concentrazioni di PM10 che arrivano a superare i limiti di 50 microgrammi per metro cubo d’aria. Se poi nella catasta ci finiscono materiali in plastica, pneumatici e legno trattato con collanti e solventi, il livello d’inquinamento prodotto può raggiungere dei livelli di tossicità preoccupanti. E’ disarmante.

La norma regionale Lombarda vieta peraltro l’accensione di fuochi all’aperto.

Importante anche in questi casi è indurre la giusta consapevolezza al cittadino attraverso azioni di informazione e sensibilizzazione ai temi.

4. Fuochi d’artificio ecocompatibili per l’ambiente

thomas-luchin-427207Anche in questo caso, consiglio in fase di selezione per l’affidamento degli spettacoli pirotecnici di prestare attenzione alla sostenibilità ambientale e di prendere in considerazione a quelli che garantiscono meno emissioni possibili e materie prime di miglior qualità. I composti utilizzati per creare gli effetti luminosi possono contenere metalli pesanti, zolfo e altri inquinanti.

Da questa necessaria premessa e considerazioni, è bene comprendere che i fuochi ecologici o ecocompatibili come validi sostituti di quelli tradizionali.

Da non dimenticare è il riordino e la pulizia entro il mattino successivo delle aree dalle quali si sono sparati (solitamente si tratta di aree pubbliche).

5. Fuochi d’artificio silenziati per non spaventare gli animali

jairo-alzate-45522.jpgUn “upgrade” veramente interessante e molto efficace è l’utilizzo di questi prodotti.

L’effetto delle esplosioni ravvicinate può provocare traumi e gravi disagi agli animali, fino alla morte per batticuore, non solo domestici ma anche selvatici. A fare da cornice all’evento solitamente viene proposto in alternativa un sottofondo musicale. Un’alternativa intermedia è quella di privare lo spettacolo dei “colpi d’inizio” e “finale”  che scandiscono l’evento, in modo tale che il resto sia paragonabile al rumore di un forte temporale.

Spero che questo breve approfondimento vi sia piaciuto, e buone serene feste!!!!