Gazzetta di Mantova – 29/11/2017

Le piante per bonificare: il piano entro 18 mesi

Riporto il testo dell’articolo:

MANTOVA. È partita la bonifica dell’area di sponda destra del lago che va da Fiera Catena a Diga Massetti. O meglio. Ieri si è tenuta la prima conferenza di servizi che ha posto le basi per il lavoro di decontaminazione dei terreni da mercurio, piombo e arsenico che, come ha detto Nicola Di Nuzzo, funzionario della Regione partner del progetto, «sarà lungo e costoso». Ieri il Comune ha dato l’incarico ad Ersaf, l’ente regionale per i servizi all’agricoltura e alle foreste, per bonificare un’area di 83mila metri quadrati in riva al lago Inferiore con il metodo della fitoremedetion, le piante utilizzate per estrarre dal terreno le sostanze inquinanti evitando la vecchia e costosa rimozione dei primi strati superficiali. «Abbiamo deciso – ha spiegato in conferenza stampa Di Nuzzo – di fare una prova pilotata su un’area di cento metri quadrati, corrispondente al vecchio campo degli arcieri (vicino ai vecchi orti di Valletta Valsecchi dismessi perché inquinati nel 2013, ndr.). Da qui avremo le risposte, in sei mesi, sulla base delle quali predisporre il progetto operativo di bonifica».

In pratica, in quei cento metri di area (il mesocosmo) «che verrà recintata e chiusa al pubblico» ha detto Giulia Moraschi, dirigente del settore ambiente del Comune, si faranno delle analisi di laboratorio per individuare gli alberi più efficaci per il bio-fitorisanamento, la decontaminazione «verde». «Entro 18 mesi da oggi – ha detto il funzionario regionale – avremo il progetto che permetterà a Comune e Regione di pensare ad una destinazione futura di quell’area. Il costo dell’operazione? Per le prime attività la Regione ha messo a disposizione 200mila euro; completare la bonifica costerà molto di più».

«Quella – ha poi spiegato l’assessore all’ambiente Andrea Murari – è un’area naturale, per noi strategica, a vocazione verde, e tale resterà anche dopo ». È quella striscia di sponda che corre dietro a San Nicolò, sede di Mantova hub, che potrebbe diventare il collegamento verde tra Valletta Valsecchi e la nuova Fiera Catena rigenerata dal punto di vista urbano. «Piuttosto – ha aggiunto -, la Regione pensa di estendere la fitoremedetion anche all’area del Sin che si trova sulla sponda opposta per una soluzione di bonifica alternativa e innovativa del sito inquinato del petrolchimico. Mantova potrebbe far scuola: qui potrebbe essere messo a punto un nuovo modello di bonifica da esportare in altri siti». Ha ricordato, quindi, l’impegno del Comune sul fronte del disinquinamento naturale: «Abbiamo già investito un milione di euro per nuove piantumazioni e stiamo investendo per realizzare un centro ricerche dedicato alle piante per le bonifiche. Abbiamo lanciato una sfida che ci fa piacere che la Regione abbia raccolto». (Sa.Mor.)